1 Girolamo Deraco Alea notturna (2013)
2 Béla Bartók Notturno da Mikrokosmos Vol. 4 (1926/1939)
3 Daniele Venturi BCH (2011)
4 Arduino Gottardo Nocturne per fauno (2020) *
5 Fabrizio De Rossi Re Nightfall (2019) *
6-8 Carlo Galante 3 Intermezzi alla notte (2002)
La lingua di ferro della mezzanotte batte dodici volte
Recitativo con cielo stellato
Danza dell’inquieto plenilunio
9 Osvaldo Coluccino Prima stanza (2004)
10 Mikhail Glinka Notturno in fa minore La Séparation (1839)
11 Pyotr Ilyich Tchaikovsky Notturno in do diesis minore, dai sei pezzi Op. 19 (1873)
12 Francis Poulenc Notturno Les cloches de Malines (1934)
13-14 Mauro Montalbetti Deux Nocturnes, au jeu des éphémères (2019) **
15 Frédéric Chopin Notturno in do diesis minore Op.Post. (1830)

*Opera scritta per Ilaria Baldaccini e a lei dedicata
**Opera commissionata con il sostegno di Siae-Classici di Oggi ed. 2018-2019 e dedicata a Ilaria Baldaccini. Incisione del manoscritto.

Disco registrato presso la Certosa di Firenze nel dicembre 2020. Yamaha C7 – Bonechi Pianoforti.

1
Girolamo Deraco
Alea notturna (2013)

2
Béla Bartók
Notturno da Mikrokosmos Vol. 4 (1926/1939)

3
Daniele Venturi
BCH (2011)

4
Arduino Gottardo
Nocturne per fauno (2020) *

5
Fabrizio De Rossi Re
Nightfall (2019) *

6-8
Carlo Galante
3 Intermezzi alla notte (2002)
La lingua di ferro della mezzanotte batte dodici volte
Recitativo con cielo stellato
Danza dell’inquieto plenilunio

9
Osvaldo Coluccino
Prima stanza (2004)

10
Mikhail Glinka
Notturno in fa minore La Séparation (1839)

11
Pyotr Ilyich Tchaikovsky
Notturno in do diesis minore, dai sei pezzi Op. 19 (1873)

12
Francis Poulenc
Notturno Les cloches de Malines (1934)

13-14
Mauro Montalbetti
Deux Nocturnes, au jeu des éphémères** (2019)

15
Frédéric Chopin
Notturno in do diesis minore Op.Post. (1830)

*Opera scritta per Ilaria Baldaccini e a lei dedicata
**Opera commissionata con il sostegno di Siae-Classici di Oggi ed. 2018-2019 e dedicata a Ilaria Baldaccini. Incisione del manoscritto.

Disco registrato presso la Certosa di Firenze nel dicembre 2020. Yamaha C7 – Bonechi Pianoforti.

Scura la Notte, luminose le Stelle

di Renzo Cresti

Nell’arcaica cultura ellenica dell’Orfismo, la Notte era immaginata come un grande uccello nero che dopo essere stato fecondato dal Vento depose un uovo d’argento da cui nacque Eros. A questi personaggi simbolici ne sono legati altri quali Thanatos, Ipnos, le Moire, il Fatum. Quanti rapporti si possono creare partendo dalla Notte! L’ora della mezzanotte è poi quella che rappresenta il momento dove tutto può avvenire, il naturale e il sovrannaturale, il fatato e lo stregato, l’eccezionale e il mostruoso. È anche l’ora dove l’uomo si concentra su se stesso, medita sul suo destino, dove i sogni, l’inconscio e l’oscuro che sta in noi prende il sopravvento. La Notte è anche legata al tema della Natura e ai suoi momenti sublimi, come nella cosiddetta poesia ossianica. Tutta l’arte romantica ha spiegato bene questi rapporti con la Notte, ben prima di Freud che, all’inizio del Novecento, codificò le pulsioni in una disciplina precisa, la psicanalisi, che successivamente conobbe molte varianti e molta fortuna. Ma la notte è anche il momento incantato dei sogni d’amore, dove le stelle sono luminose e rischiarano i sentimenti. L’idea di Ilaria Baldaccini di dedicare questa antologia pianistica a un tema così centrale è molto interessante e suggestiva.

 

Per la Romantik la Notte fu il nero sudario con il quale avvolgere tormenti e passioni, attimi struggenti ora angosciosi ora appassionati ora tormentati ora patetici. Non vi era bisogno di aggiungere titoli esemplificativi, i notturni per i romantici erano i loro compagni nel viaggio verso un luogo psichico diverso da quello quotidiano, non a caso il brano di Chopin, il solo autore appartenente alla generazione romantica insieme a Glinka, porta solamente il numero di opera. Anche per Tchaikovsky e Bartók non c’era necessità di dare un titolo, la musica notturna esprime di per sé. L’impostazione cambia con Poulenc (la Notte francese è meno minacciosa di quella tedesca) e ancor più con i compositori recenti e italiani (la Notte italiana è mediterranea). A parte i riferimenti, più o meno espliciti a Chopin (Montalbetti) e a Britten (De Rossi Re), la Notte si fa aleatoria (Deraco) collegandosi al Fatum, barocca con un Bach stralunato (Venturi), crepuscolare (Gottardo), silenziosa (Coluccino), stellata e inquieta (Galante), in una varietà di idee della Notte che rimanda alla molteplicità stilistica di questo album.

L’antologia è volutamente eterogenea, un attraversamento della storia e della geografia seguendo una delle tematiche fondamentali di tutta la cultura di tutto il mondo, qui presente nelle variegate interpretazioni occidentali. I progetti musicali di Ilaria Baldaccini sono sempre precisi e ogni suo cd è relativo a una progettualità anche a vasto raggio, come quella sulla riscoperta dei compositori fiorentini o che a Firenze hanno lavorato, principalmente presso il Conservatorio Cherubini. Troppo spesso si assiste ancora a cd montati senza un criterio che non sia quello dei pezzi che l’esecutore sa fare meglio, per fortuna la Baldaccini ci regala sempre programmi con composizioni ben collegate fra loro. Le intersezioni storiche, i crocevia stilistici e gli intrecci tematici che ascoltiamo in questo bel cd ci forniscono una mappa della creatività che la Notte ha saputo sollecitare.

La Baldaccini ha già dato più volte prova della sua bravura, spesso in incisioni per la Vinci Records, ma non solo di abilità esecutiva si tratta, seppur questa sia fondamentale, ma anche di intelligenza nello scegliere e nell’impaginare i brani e di sensibilità nell’interpretarli e in questo caso ne occorre parecchia, visto che gli autori affrontati sono diversi fra loro, storicamente, culturalmente, stilisticamente e con una loro spiccata personalità. La Baldaccini è bravissima a legare insieme tutte le tappe del suo attraversamento, tout se tien. La delicatezza del tocco predomina, seppur non esente da momenti di eccitabilità, regalandoci il sentimento della Notte, diverso nel suo mutare ma unico nell’insieme delle emozioni che la Baldaccini ci propone con partecipazione, entrando dentro e puntando al cuore espressivo di ogni brano che interpreta.

Una pianista di straordinaria sensibilità che ha saputo trasfigurare la materia in modo onirico
raccogliendo, attraverso la mia scrittura, i brandelli di materiali
della memoria dell’originale, che affiorano e svaniscono improvvisamente.
(Fabrizio De Rossi Re, su Nightfall)

Ilaria Baldaccini è riuscita ad immergersi nelle “pieghe” di BCH,  una composizione dalle tinte notturne
e drammatiche ispirata ai suoni, spesso immaginari, della notte, con grande naturalezza,
riuscendo a metter in luce, nitidamente, i diversi elementi lirici
che si celano tra le fitte maglie della partitura.
(Daniele Venturi su BCH)

L’interpretazione di Ilaria Baldaccini di questo mio brano che ho scritto molti anni fa mi ha profondamente convinto.
Quello che mi piace e mi convince dell’esecuzione va ben oltre alla ricca e convincente nitidezza del suo pianismo,
è la comprensione profonda del tessuto di figure musicali che innerva la mia musica,
figure che la pianista riesce a far vivere come veri personaggi di un racconto che la musica può solo evocare.
(Carlo Galante su Tre Intermezzi alla notte)

Una interpretazione tecnica ed empatica ricca di un pathos sospeso,
una tecnica pianistica trasfigurata che sfiora la tastiera alla ricerca di un suono intimo.
Una interpretazione profonda e di sentita suggestione.
(Arduino Gottardo su Nocturne per fauno)

Ilaria Baldaccini è una preziosa interprete, è una di quei rari interpreti che riesce
a cogliere le sfumature della scrittura ed a renderle
poetiche grazie ad  suono molto ricercato e personale che la contraddistingue.
(Mauro Montalbetti su Deux Nocturnes, aux  jeu des éphémères)

Lettura ricca di molteplici prospettive quella di Ilaria Baldaccini del mio pezzo.
Nella sua interpretazione la pianista scopre le stelle nascoste tra le non righe” del pentagramma
e le fa brillare nel buio di un notturno.
(Girolamo Deraco, su Alea notturna)

Una pianista di straordinaria sensibilità che ha saputo trasfigurare la materia in modo onirico
raccogliendo, attraverso la mia scrittura, i brandelli di materiali
della memoria dell’originale, che affiorano e svaniscono improvvisamente.
(Fabrizio De Rossi Re, su Nightfall)

 

Ilaria Baldaccini è riuscita ad immergersi nelle “pieghe” di BCH,  una composizione dalle tinte notturne
e drammatiche ispirata ai suoni, spesso immaginari, della notte, con grande naturalezza,
riuscendo a metter in luce, nitidamente, i diversi elementi lirici
che si celano tra le fitte maglie della partitura.
(Daniele Venturi su BCH)

 

L’interpretazione di Ilaria Baldaccini di questo mio brano che ho scritto molti anni fa mi ha profondamente convinto.
Quello che mi piace e mi convince dell’esecuzione va ben oltre alla ricca e convincente nitidezza del suo pianismo,
è la comprensione profonda del tessuto di figure musicali che innerva la mia musica,
figure che la pianista riesce a far vivere come veri personaggi di un racconto che la musica può solo evocare.
(Carlo Galante su Tre Intermezzi alla notte)

 

Una interpretazione tecnica ed empatica ricca di un pathos sospeso,
una tecnica pianistica trasfigurata che sfiora la tastiera alla ricerca di un suono intimo.
Una interpretazione profonda e di sentita suggestione.
(Arduino Gottardo su Nocturne per fauno)

 

Ilaria Baldaccini è una preziosa interprete, è una di quei rari interpreti che riesce
a cogliere le sfumature della scrittura ed a renderle
poetiche grazie ad  suono molto ricercato e personale che la contraddistingue.
(Mauro Montalbetti su Deux Nocturnes, aux  jeu des éphémères)

 

Lettura ricca di molteplici prospettive quella di Ilaria Baldaccini del mio pezzo.
Nella sua interpretazione la pianista scopre le stelle nascoste tra le non righe” del pentagramma
e le fa brillare nel buio di un notturno.
(Girolamo Deraco, su Alea notturna)

Girolamo Deraco
Alea notturna, per pianoforte solo (2013)
Il brano, costruito su un’alea controllata, si ispira ad un cielo notturno nel quale le note appaiono come stelle. Sta all’interpretazione del pianista scoprire nuovi spazi sonori che possano trasportare l’ascolto verso quella scintilla che può aprire all’emozione.

 

Daniele Venturi
BCH per pianoforte solo (2011)
BCH rappresenta un omaggio alla figura del grande compositore e organista tedesco Johann Sebastian Bach (1685-1750).
Dalle sole tre consonanti che compongono il cognome del compositore di Lipsia e dalle conseguenti tre note derivate, appartenenti alla notazione anglosassone: B (si bemolle), C (do) e H (si), è stato tratto il materiale musicale di partenza.
In tutta la composizione è presente un continuo gioco di spazializzazione sonora, di trasposizione delle altezze iniziali e di creazione di figure musicali sempre cangianti.
Si tratta di un linguaggio musicale che fa uso di una cesellata polifonia, in cui il lirismo si fonde con una continua ricerca timbrica, che tende a sondare, allo stesso tempo, gli estremi del registro dello strumento e le capacità percettive dell’ascoltatore, proiettato in una sorta di “viaggio sonoro” di carattere introspettivo.
La materia sonora, tramite una scrittura compositiva assai dettagliata, viene costantemente variata; per assumere connotati musicali sempre cangianti.
É come che il DNA tratto dalle tre note iniziali, esploda in una sorta di sinfonismo pianistico, in cui prevale una sorta di sospensione spazio-temporale. Quest’ultima è posta in netta antitesi dialettica con la tensione armonica costante, data dalla continua sovrapposizione di intervalli di seconda minore, seconda maggiore, settima minore e nona maggiore, derivati proprio dalle altezze germinanti (BCH), che contribuisce a mantenere costante, per tutta la durata del brano, una forte tensione psicoacustica.
Daniele Venturi

 

Arduino Gottardo
Nocturne per fauno per pianoforte solo (2020)
La composizione del brano, su invito della pianista Ilaria Baldaccini, e a Lei dedicato, si ispira liberamente alla forma classica dei Notturni chopiniani, è un richiamo tecnico/stilistico attraverso una forma di scrittura pianistica stilizzata e depurata al possibile: è quindi un richiamo alla forma classica ma nello stesso tempo un distillato della stessa. Alcuni elementi della tecnica pianistica chopiniana sono isolati nello spazio e attraverso un suono crepuscolare richiamano il suo stile nel trattamento del suono: da notare che è questo l’elemento primario che la pianista riesce ad elaborare benissimo nella sua interpretazione. Una interpretazione tecnica ed empatica ricca di un pathos sospeso, una tecnica pianistica trasfigurata che sfiora la tastiera alla ricerca di un suono intimo, emergono briciole di una memoria classica tra ‘800 e ‘900 che si frantumano e, isolate nello spazio sonoro e temporale, segnano il percorso di una affettività musicale ancora presente nella ricerca musicale del contemporaneo, della Musica del presente. Una interpretazione profonda e di sentita suggestione.

 

Fabrizio De Rossi Re
Nightfall per pianoforte solo (2019)
Il pezzo Nightfall è ispirato liberamente al famoso libro omonimo di Isaac Asimov del 1941 dove il pianeta Kalgash illuminato da sei soli (Onos, una nana gialla simile al nostro Sole, Dovim, una nana rossa, Trey e Patri, un sistema binario di due stelle bianche di classe a A e F, e Tano e Sitha, un altro sistema binario di due stelle blu di classe A, B o O) ed il Buio è sconosciuto.
Il pezzo dedicato alla pianista Ilaria Baldaccini parte dall’atmosfera sospesa del notturno pianistico di Benjamin Britten del 1963 e diventa un ritratto immaginario e deformato. Un omaggio al pezzo del compositore inglese che affiora, traspare e scompare, all’interno del nuovo pezzo come un fantasma evanescente.
Non si tratta naturalmente di realizzare una trascrizione o un arrangiamento (partendo semplicemente da alcuni spunti ritmici e tematici della partitura originale), ma di adottare elementi di lessico presi da stilemi caratteristici di Britten, estrapolati dal loro contesto originale e utilizzati in una personale sintassi sonora e musicalmente ricomposti come attraverso il filtro deformante di un lontano ricordo sbiadito. Nel libro di Asimov si avverte drammaticamente proprio il crepuscolo dell’umanità che perde identità e memoria progressivamente. (dalla partitura, Ed. RAI Trade)

 

Carlo Galante
Tre Intermezzi alla notte, per pianoforte solo (2002)
I tre brevi brani pianistici hanno un intento fortemente evocativo e gli stessi titoli manifestano chiaramente questo volontà: La lingua di ferro della mezzanotte batte dodici volte – un verso shakespeariano tratto dal Sogno di una notte di mezza estate – immagina un vecchio pendolo stonato che suona misteriosamente di notte (e batte tredici volte perché non funziona bene). Recitativo con cielo stellato è una lirica perorazione notturna sotto un cielo (dipinto?) trapunto di stelle. Danza dell’inquieto plenilunio è una sorta di rito turbinoso, turbato dall’ancestrale luce della luna.
Materiali tonali e non, ricchezza armonica, guizzi melodici, arpeggi ed episodi intensamente lirici sono le caratteristiche principali dei tre brani.
Nell’ultimo, Danza dell’inquieto plenilunio, le figurazione ritmiche si fanno più serrate e sfrenate.

 

Osvaldo Coluccino
Prima Stanza per pianoforte solo (2004)
Avvaloriamo qui, fra le altre accezioni, la valenza primordiale e recuperiamo quello spazio con le sue prerogative squisitamente domestiche. Ove, da un angolo all’altro, da un agglomerato d’arredi a una finestra, balzano, come riflessi episodici, gli aliti segreti degli oggetti, il calore del vissuto e anche di ciò che vi è trascorso e non vi è più se non come presenza mnemonica o profumo a-reale. Per esempio la stanza pacata e statica di Vermeer o quella statuaria e solenne di Piero della Francesca, o quella di Morandi ove la dialettica imbastita fra vasellame e piano del tavolo satura le propensioni e pone quel momento di vita fragile come imperitura offerta, lo fa assurgere a nesso – posto fra i silenzi d’intorno, sospeso entro il vuoto da cui si inizia. (dalla partitura, Ed. RAI Trade)

 

Mauro Montalbetti
Deux Nocturnes, au jeu des éphéres per pianoforte solo (2019)
Deux Nocturnes, au jeu des éphémères (2019) è stato scritto grazie al sostegno della Siae progetto classici di oggi ed è dedicato a Ilaria Baldaccini.
Da alcuni anni, da quando è entrato nella mia vita artistica il teatro musicale, sono a riflettere sul mio rapporto con la musica del passato (non esclusivamente quella classica), nel tentativo di elaborare una sintesi che possa dare nuova linfa agli schemi formali ed all’interesse per il suono maturato vent’anni fa all’interno di una prospettiva estetica post spettrale. In questo lavoro la sintesi si manifesta nella presenza in filigrana di Chopin e Jarret che influenzano le diverse colorazioni armoniche mentre la forma si nutre della poesia e si scioglie libera, coerente, organizzata per associazioni di gesti e colori piuttosto che per rigide strutture.

1 Girolamo Deraco Alea notturna (2013) 2:52
2 Béla Bartók Notturno da Mikrokosmos Vol. 4 (1926/1939) 1:40
3 Daniele Venturi BCH (2011) 4:56
4 Arduino Gottardo Nocturne per fauno (2020) 3:22
5 Fabrizio De Rossi Re Nightfall (2019) 4:22
Carlo Galante 3 Intermezzi alla notte (2002)
6 La lingua di ferro della mezzanotte batte dodici volte 3:48
7 Recitativo con cielo stellato 4:00
8 Danza dell’inquieto plenilunio 3:02
9 Osvaldo Coluccino Prima stanza (2004) 7:00
10 Mikhail Glinka Notturno in fa minore La Séparation (1839) 3:57
11 Pyotr Ilyich Tchaikovsky Notturno in do diesis minore, dai sei pezzi Op. 19 (1873) 2:52
12 Francis Poulenc Notturno Les cloches de Malines (1934) 4:03
Mauro Montalbetti Deux Nocturnes, au jeu des éphémères (2019)
13 Nocturne 1 3:32
14 Nocturne 2 4:06
15 Frédéric Chopin Notturno in do diesis minore Op.Post. (1830) 5:01

1
Girolamo Deraco
Alea notturna (2013)
2:52

2
Béla Bartók
Notturno da Mikrokosmos Vol. 4 (1926/1939)
1:40

3
Daniele Venturi
BCH (2011)
4:56

4
Arduino Gottardo
Nocturne per fauno (2020)
3:22

5
Fabrizio De Rossi Re
Nightfall (2019)
4:22

Carlo Galante
3 Intermezzi alla notte (2002)

6
Carlo Galante
La lingua di ferro della mezzanotte batte dodici volte
3:48

7
Carlo Galante
Recitativo con cielo stellato
4:00

8
Carlo Galante
Danza dell’inquieto plenilunio
3:02

9
Osvaldo Coluccino
Prima stanza (2004)
7:00

10
Mikhail Glinka
Notturno in fa minore La Séparation (1839)
3:57

11
Pyotr Ilyich Tchaikovsky
Notturno in do diesis minore, dai sei pezzi Op. 19 (1873)
2:52

12
Francis Poulenc
Notturno Les cloches de Malines (1934)
4:03

Mauro Montalbetti
Deux Nocturnes, au jeu des éphémères (2019)

13
Mauro Montalbetti
Nocturne 1
3:32

14
Mauro Montalbetti
Nocturne 2
4:06

15
Frédéric Chopin
Notturno in do diesis minore Op.Post. (1830)
5:01